Indice

Biografia

La Pietà Inquietante

I ritratti

Come contattare il Venerabile

  

 

 

 

Le sculture

Si tratta del famoso "Dittico dell'Essere", che tanto stupore ha destato nella critica ancora divisa su quale delle due opere sia la migliore. Il dittico si compone di due sculture, "La Pesantezza dell'Essere" e la "Leggerezza dell'Essere". La prima rappresenta l'uomo nel faticoso atto di tendere verso il futuro, un uomo, tuttavia, incapace di sganciarsi dal presente (le gambe sono ben ancorate al basamento) e che porta dentro di sè tutto il suo passato. La posizione flessa in avanti e di lato esprime l'immensa pesantezza della condizione dell'Essere, di un Essere tuttavia che va avanti per inerzia. La testa piatta indica il prosciugamento dell'intelletto e la lama del coltello che fuoriesce dal costato indica la lacerazione di un'esistenza pesante e inquieta. Emerge, in questo capolavoro della scultura esistenzialista, tutto il dramma dell'uomo che, solo, procede ugualmente verso un futuro ignoto. In contrapposizione alla Pesantezza, completa il dittico la Leggerezza, intesa però nell'eccezione negativa del termine. La figura, slanciata e più alta della prima, con la testa china in avanti in segno di sottomissione al destino, procede anch'essa verso il futuro ma con superficialità, inconsapevole di ciò che essa stessa rappresenta. Se con la Pesantezza l'artista lascia ancora all'uomo una parvenza di umanità che, seppur ferita è ancora presente, nella leggerezza tale umanità è completamente negata.

 

 

La Pesantezza dell'Essere

La Leggerezza dell'Essere

 

 

 

Dittico dell'Essere